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Evidenze d'efficacia e Valutazione nella prevenzione delle  dipendenze

In questa sezione segnaliamo alcuni articoli che hanno come focus la valutazione delle politiche sulle tossicodipendenze, l'analisi del fenomeno e la valutazione di programmi e progetti prevalentemente di prevenzione e  riduzione del danno nel settore delle tossicodipendenze. Si tratta di materiale reperibile nella rete gratuitamente, sviluppato in genere da organismi di ricerca, Università, enti e fondazioni nazionali ed internazionali. I materiali sono rivolti prevalentemente a responsabili di progetto, decisori, valutatori che operano nel pubblico e in organismi non profit nel settore delle tossicodipendenze.  Si raccomanda di prendere in visione la raccolta delle principali review sistematiche e linee guida realizzate a livello internazionale, dall'OMS-WHO, NIDA, EMCDDA, CSAP e Nazioni Unite. È inoltre disponibile in formato Microsoft Word una bibliografia ragionata sulla valutazione delle tossicodipendenze in cui vengono riportati testi e  articoli anche in lingua italiana non sempre reperibili sul Web.


                                                  

Per una prevenzione efficace. Evidenze di efficacia, startegie di intervento e reti locali nell'area delle dipendenze.

Liliana Leone, Corrado Celata (2006) (a cura di),Il Sole 24 ORE-Sanità

   (acquistabile cliccando il seguente link)

Al fine di diffondere la conoscenza dei meccanismi alla base dei programmi di successo e quindi di meglio programmare le politiche di prevenzione dell’abuso di sostanze lecite e illecite, il testo:

I - Propone una definizione aggiornata del concetto di prevenzione e raccoglie una rassegna dei principali modelli teorici riportati dalla letteratura scientifica;  

II - Presenta un approfondimento sulle evidenze di efficacia della prevenzione nel settore delle dipendenze attraverso  una sintesi originale delle principali review sistematiche e linee guida internazionali;

III - Riporta metodologia e risultati di una ricerca valutativa realizzata in 3 regioni italiane (Progetto RELIGO) su un campione di 122 progetti di prevenzione delle dipendenze da sostanze lecite e illecite;  

IV - Offre un inquadramento organizzativo e normativo del settore delle dipendenze a livello UE, nazionale, e regionale; V- sintetizza una serie di raccomandazioni operative per la programmazione, per la  progettazione e la valutazione di interventi di prevenzione.


COCAINA e MINORI.  Linee di Indirizzo per le attività di prevenzione e l'identificazione precoce dell'uso di sostanze - Dipartimento Nazionale Antidroga - Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2009.    (Preleva Download this attachment in PDF format)

 Le linee di indirizzo sono state realizzate dal Dipartimento Politiche Antidroga e sono rivolte a tutti coloro che, a vario titolo, sono chiamati ad occuparsi della salute dei giovani e che hanno la facoltà di intervenire concretamente per prevenire il consumo di droga e tutti i danni ad esso legati. Destinatari di questo documento, quindi, sono principalmente i genitori, gli educatori, gli operatori sanitari, le Forze dell’Ordine, le Amministrazioni regionali.  Interessante il continuum  esplicito logico-teorico tra stili di vita (compresa l'alimentazione), modelli educativi, abuso di farmaci o consumo di farmaci 'non prescritti' e consumo di altre sostanze illecite (v.p.32-33).


 

 Linee Guida per la Prevenzione Efficace

Le Linee guida per una prevenzione efficace delle dipendenze  sono state prodotte a seguito di un percorso di formazione-intervento realizzato nel 2006-2007 dalla ASL provincia di Bergamo con la consulenza di Studio CEVAS.  I seguenti tre documenti sono stati elaborati da tre gruppi interistituzionali (Servizi e Dipartimenti ASL, scuola, provincia, Comuni, uffici di piano, privato sociale, volontariato, ecc.)  e sintetizzano i principali contributi offerti dalla letteratura con esemplificazioni tratte da progetti locali. Si tratta di  brochures di facile consultazione adatte a coloro che si interessano di progettazione e programmazione di interventi nelle tre aree della prevenzione: comunità locale, scuola, luoghi del divertimento notturno. I materiali possono essere richiesti al Dipartimento delle Dipendenze dell ASL Provincia di Bergamo.

  (Preleva Download this attachment in PDF format)   I° Gli interventi di prevenzione nella comunità locale

  (Preleva Download this attachment in PDF format)   II° Gli interventi di prevenzione nei contesti del divertimento notturno
 
(Preleva
Download this attachment in PDF format)  III° Gli interventi di prevenzione nel contesto scolastico

 


OMS- Prevention of  Psychoactive Substance Use - A Selected Review of What Works in the Area of Prevention , David Hawks, Katie Scott, Nyanda McBride, Paul Jones and Tim Stockwell, WHO (OMS)

 http://whqlibdoc.who.int/publications/9241590424.pdf

Versione inglese 2002

(1.3MB)

Questa pubblicazione è il frutto della collaborazione fra il National Drug Research Institute (Perth, Australia) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Genevra) e consiste in una review di “cosa funziona” nell’area della prevenzione delle sostanze psicoattive.

 Attraverso l’analisi di circa 1300 studi e pubblicazioni sulla prevenzione, la review si propone di riassumere e restituire le evidenze di efficacia degli interventi di prevenzione in 5 ambiti circoscritti:

  • la regolamentazione della disponibilità fisica ed economica dell’alcol,

  • la regolamentazione della disponibilità fisica ed economica delle sostanze psicoattive,

  • le strategie di prevenzione che utilizzano i mass media,

  • le iniziative basate su una strategia di sviluppo di comunità,

  • l’uso di strategie educative all’interno delle scuole.

  • Inoltre nel capitolo finale vengono sintetizzati gli apprendimenti maturati rispetto alla programmazione degli interventi (ad esempio a che età risultano essere più efficaci, a quali target indirizzarli…), ai contenuti da trattare e alla loro modalità di esposizione (utilizzo della peer education o delle life skills…), al ruolo degli insegnanti, alla diffusione degli interventi ed infine alla valutazione degli stessi.


    Safer Nightlife- Linee Guida  per la realizzazione di interventi nel contesto del divertimento notturno - Cofinanziata da Commissione Europea

     http://www.democitydrug.org

    Versione italiana 2007 Pdf

    (817 KB)

    L’uso legale ed illegale delle droghe si è trasformato in un aspetto consistente della vita notturna di tutta Europa: in tutti i Paesi europei cresce il poli-consumo di sostanze psicoattive (includendo alcol e tabacco) e si assiste all’emergere di nuove sostanze e nuove tendenze.  "Ai bar, ai club e “clubbers”, alle organizzazioni di comunità ed agli erogatori di servizi, ai politici nazionali e locali di ogni paese europeo spetta rispondere a questa questione in modo efficace e realista. Questa guida “Safer Nightlife” per la promozione della salute nei contesti del divertimento notturno si è sviluppata tra il 2005 ed il 2007 all’interno del Progetto Democrazia, Città e Droghe come risultato di una serie di riunioni e seminari a cui presero parte i servizi, le amministrazioni locali ed esperti di 13 paesi europei. Si ritroveranno in questa guida, le esperienze e le conoscenze di questi partner, la loro comprensione delle dinamiche locali, dell’uso delle droghe e delle politiche e pratiche efficaci per assicurare una vita notturna più sicura".  I partner del “Safer Nightlife workgroup” invitano chi elabora le politiche, le amministrazioni, le imprese erogatrici di servizi ed i nuovi gruppi interessati, a considerare:

    • Come comprendere ed interagire con il pubblico, gli attori dei luoghi del divertimento notturno

    • Come stabilire progetti che rispondano alle loro necessità

    • Individuare misure efficaci per assicurare una vita notturna più sicura

    • La sostenibilità dei progetti e il lavoro di  “networking” per la condivisione delle buone prassi.


    SCIENCE-BASED PRACTICES IN SUBSTANCE ABUSE PREVENTION: A GUIDE- Substance Abuse and Mental Health Services Administration Centre for Substance Abuse Prevention, 1998, Brounstein, P. J., Zweig, J. M., and Gardner S. E., CSAP

    http://www.whitehousedrugpolicy.gov/prevent/pdf/science.pdf 

    Versione inglese 1998

    Identificare gli apprendimenti nel campo della prevenzione della dipendenza e renderli disponibili ed utilizzabili rappresenta una sfida che il CSAP (Centre for Substance of Abuse Prevention. Un organismo federale degli USA che si occupa di politiche, programmi e servizi per prevenite l'uso di droghe)  ha accolto e a cui, attraverso questa guida, cerca di dare una risposta. Il testo persegue 5 obiettivi principali:

    • Identificare un modello concettuale che provveda a definire una cornice unificante e predittiva per la prevenzione dell’uso di sostanze;
    • Discutere i principi che rendono le ricerche “scientificamente difendibili”;
    • Identificare e applicare principi specifici di prevenzione;
    • Presentare risultati attendibili;
    • Discutere su come questi risultati possono essere utilizzati per aumentare l’efficacia delle strategie di prevenzione sottostanti programmi e interventi.

    A review of the evidence-base for harm reduction approaches to drug use, Neil Hunt - with contributions from:  Mike Ashton, Simon Lenton, Luke Mitcheson, Bill Nelles and Gerry Stimson, 2003.

     http://www.forward-thinking-on-drugs.org/review2.html

    Versione inglese 2003 html

    Nel 1998 l’Ufficio per il controllo della droga e la prevenzione del crimine delle Nazioni Unite ha stilato un programma anti-droga dal titolo “A Drug Free World” della durata di 10 anni. Questa review sui risultati della strategia della riduzione del danno è stata pubblicata dopo 5 anni dall’inizio del programma (2003).La riduzione del danno è un termine che viene usato per riferirsi sia ad un set di principi generali che riguardano il modo in cui la società risponde ai problemi relativi al consumo di droga, sia ad alcuni specifici tipi di interventi, come la distribuzione di siringhe e aghi sterili, il trattamento metadonico, che sono spesso considerati sinonimi della riduzione del danno. Il lavoro di review tiene conto di entrambi i significati attribuiti al termine “riduzione del danno” e sintetizza alcuni principi chiave che, sulla base dei risultati ottenuti dall’implementazione del programma anti-droga, sembrerebbero migliorare l’efficacia delle varie forme di interventi di riduzione del danno; inoltre, caratteristica particolarmente interessante del testo  risulta essere l’esplicitazione e  l’approfondimento delle criticità che la realizzazione di interventi di “harm reduction” comportano.


     La prevenzione: principi generali e linee Guida del NIDA http://www.informadroga.it/public/ser/8/SEDES_NIDA.pdf 

    PREVENTING DRUG ABUSE AMONG CHILDREN AND ADOLESCENTS. A Research-Based Guide for Parents, Educators, and Community Leaders (NIDA 2003)http://www.nida.nih.gov/Prevention/Prevopen.html  NIH Publication No. 04-4212(B)

    Versione italiana

    Versione inglese

    2005

    2003

    1637 Kb

    688 KB (html)

    Nel 1997, il National Institute on Drug Abuse (NIDA) ha pubblicato la prima edizione di Preventing Drug Use among Children and Adolescents: A Research-Based Guide al fine di condividere le ultime scoperte basate su ricerche nell’ambito della prevenzione con genitori, educatori e community leaders; lavorando maggiormente con famiglie, scuole, comunità, infatti, gli scienziati hanno sperimentato modi efficaci per aiutare le persone ad acquisire capacità e strumenti per bloccare i comportamenti problematici prima che si verifichino.  

    La guida introduce il concetto di “research-based prevention” (ovvero prevenzione basata sulla ricerca) e si avvale di diversi strumenti: domande e risposte su fattori di rischio e fattori protettivi, esempi di progetti implementati, apprendimenti tratti dalla letteratura. 

    L’obiettivo, come accennato in precedenza, è quello di aiutare chi si occupa di prevenzione ad utilizzare i risultati delle ricerche fatte nell’ambito della prevenzione. In questa seconda edizione vengono presentati 15 principi di prevenzione basati sui risultati delle ricerche effettuate e si approfondiscono in particolare i programmi basati su un approccio di sviluppo di comunità. Inoltre, all’interno di ogni capitolo viene presentato un “Community Action Box” (una raccolta di strumenti da utilizzare nella pratica) destinato ai principali lettori della guida, ovvero genitori, educatori, e community leaders. Infine la parte Selected Resources presenta un elenco di Web-sites sponsorizzati dalle agenzie di prevenzione federali e private, mentre la parte Selected References include libri e articoli aggiornati che offrono maggiori informazioni sulla ricerca nel campo della prevenzione.

    La versione italiana delle Linee Guida traduce e seleziona i contributi del volume del NIDA “Prevenire l’uso di droghe tra bambini ed adolescenti. Una guida basata sulla ricerca per genitori, educatori e leader della comunità" e rappresenta un contributo del progetto Educazione alla salute e prevenzione delle dipendenze (A cura di G.Santori  di, 2005) il cui capofila è la Regione Umbria.


    Leone L. (a cura di), Rapporto di Valutazione. Il progetto "Sperimentazione Prefettura" a due anni dal suo avvio,  Dicembre 2004. (Preleva versione integrale  )

    Versione Italiana 2004

    1,3 MB

      La valutazione è stata realizzata nel 2004. Si tratta della valutazione di un programma sperimentale  che modifica alcune procedure (es: colloquio prefettizio, gruppi trattamentali..) relative al  fermo, da parte delle FFOO, per uso di sostanze  illegali  ai sensi dell'Art.75 d.p.r.309/90. Il programma sperimentale è stato realizzato dalla Regione Lombardia - Direzione Generale,  Famiglia e Solidarietà Sociale, dalla Prefettura di Milano e dai Dipartimenti Dipendenze delle ASL MI 2, ASL Città di Milano, ASL MI 3 in collaborazione con gli organismo del privato sociale delle tre ASL. La ricerca valutativa è stata commissionata dalla ASL MI2 Melegnano Dipartimento Dipendenze in collaborazione con la Regione. Utilizzando un approccio 'theory based' sono stati confrontati i diversi modelli organizzativi sviluppati nella gestione della sperimentazione e valutati aspetti connessi ad efficacia ed efficienza sia degli interventi trattamentali sia della misura nel suo complesso.


    Orlandini D, Nardelli R., Bottignolo E.,  Programmi e modelli della prevenzione primaria delle dipendenze: i diversi aspetti della valutazione, (215 pp.) Pubblicazione  della Regione Veneto Assessorato alle Politiche Sociali, Volontariato e Non-Profit, Direzione Regionale per i Servizi Sociali –Servizio Prevenzione delle Devianze  (non in vendita e reperibile via internet)

    http://serviziweb.ulss12.ve.it/news/download/pubbl_medici/aliment.pdf

    Versione Italiana 2002

    1772KB

      La pubblicazione è stata realizzata nel 2002 all’interno del Progetto Itinerari 2000, finanziato dal Fondo Regionale Lotta alla Droga della Regione Veneto. Essa presenta in modo approfondito  i più noti contributi in tema di approcci di prevenzione delle dipendenze, modalità di valutazione ed evidenze di efficacia offerti dai principali organismi e network a livello internazionale: CSAP, NIDA, EMCDDA, COST A6... Troviamo un'ampia bibliografia, presentazione della principale manualistica in materia e una sintesi ragionata di progetti di prevenzione ritenuti di successo.

    Principali contenuti: Aspetti metodologici della prevenzione delle dipendenze: progettazione e valutazione, Referenti internazionali, europei e nazionali per la valutazione della prevenzione, La prevenzione basata sull'evidenza e/o sull'efficacia, Analisi ragionata di progetti di prevenzione delle dipendenze sostenuti da valutazione, Le meta-analisi e le revisioni sistematiche dei progetti di prevenzione delle dipendenze.

    Per informazioni e richieste rivolgersi a: U.O.Prevenzione Dipendenze, Dipartimento delle Dipendenze – Azienda ULSS 12 Veneziana, Tel. 041 2608807/08 – Fax 041 2608841, e-mail: uoprevenzione@ulss12.ve.it


    http://www.forum-p.it/smartedit/documents/downloads/guida_pratica_prev_it.pdf

    Versione Italiana Feb 2007 guida_pratica_prev_it.pdf

    pdf

    Questa guida pratica è stata realizzata da 'Forum Prevenzione'  ed è pensata per tutte quelle persone, gruppi di iniziativa e strutture che intendono collaborare attivamente alla prevenzione delle dipendenze e alla promozione della salute a livello comunale. Vuole dare un’idea generale dei diversi programmi e attività che possono essere elaborati in modo mirato e realizzati in collaborazione con diversi partner di rete. Essa è strutturata in due sezioni:

    Parte 1: Considerazioni generali su dipendenza, obiettivi, compiti e strategie della prevenzione delle dipendenze e della promozione della salute a livello comunale. Parte 2: Indicazioni pratiche per la progettazione e implementazione di interventi di prevenzione delle dipendenze e promozione della salute a livello comunale. Indicazioni circa interventi possibili eprincipi di base che bisogna tenere in considerazione..


    « Burkhart G.,  Report On Selective Prevention In The European Union And Norway, Selective Prevention: First Overview On The European Situation, European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), Lisbona.

    http://www.emcdda.eu.int/index.cfm?fuseaction=public.Content&nNodeID=1569&sLanguageISO=EN

    Versione inglese 2003 html

    Il testo mira a fornire uno sguardo d’insieme sulla prevenzione selettiva (ovvero rivolta a soggetti e contesti che manifestano fattori di rischio che potrebbero portare ad un consumo problematico di sostanze), e presenta alcuni modelli di intervento (ad eccezione degli interventi in contesti ricreazionali) rilevati nei diversi stati dell’Unione Europea, in Norvegia e in Slovenia. I progetti sono stati suddivisi nelle seguenti aree: programmi alternativi per giovani che escono precocemente dal circuito scolastico, interventi con gruppi “vulnerabili nelle scuole” (incluso l’offerta di counselling), interventi con giovani che hanno avuto problemi con la giustizia, interventi realizzati al di fuori dell’ambito scolastico su soggetti che hanno iniziato ad avere problemi con le sostanze, interventi che offrono alternative al tempo libero e alcuni approfondimenti su come individuare le zone a rischio e sugli interventi rivolti a giovani, famiglie e quartieri a rischio. Infine vengono date alcune raccomandazioni specifiche per ogni nazione su come migliorare gli interventi di prevenzione selettiva. Si evidenzia inoltre che accanto a ciascun progetto viene riportato il tipo di valutazione al quale è stato sottoposto.


    Stimulating drugs prevention in local communities. Smith L.,  DPAS Briefing Paper 9. London-Home Office                                                                                 http://www.crimereduction.gov.uk/learningzone/passporttoce.pdf

    Versione inglese 2000 pdf

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     Il testo Passaporto per l’Impegno delle Comunità intende rappresentare una guida per principianti  e per coloro che si occupano di coinvolgimento e sviluppo di comunità. Esso descrive i processi che favoriscono lo sviluppo della coesione nelle comunità: consultazione,  capacity building,  empowerment. La guida offre una sorta di  step di avvio del lavoro con i gruppi nella vostra comunità ed è indirizzata a coloro che si interessano di:

    • progetti di riduzione del crimine e comportamenti devianti,

    • interventi di promozione della legalità ,

    • prevenzione delle tossicodipendenze, abuso di alcol.

    Principali contenuti:    Cos’è il coinvolgimento e l’impegno della comunità? Cosa significa comunità? La pianificazione: perché sviluppare il coinvolgimento? Costruire su ciò che già esiste. Casi di studio; Consultazione: classificazioni, esercizi e casi di studio, Sostenere l’empowerment della comunità: i bisogni di sviluppo della comunità. La valutazione del coinvolgimento di comunità.


    Drugs and Community Development  - Drugs,  Home Office  

     

     http://www.drugs.gov.uk/drug-strategy/communities/communities/

    Versione inglese 2003 Word97180Kb

     Si tratta di un testo di una decina di pagine del Dipartimento dell'Home Office che si occupa di dipendenze finalizzato alla diffusione,  in forma di strumento formativo, dei principi dell'approccio dello sviluppo di comunità utilizzato in programmi di prevenzione delle dipendenze.

    Principali contenuti:  Ampiezza e caratteristiche del fenomeno delle dipendenze nella tua comunità e questioni connesse allo sviluppo di comunità. Aspetti normativi. Programmi multi componenti per la prevenzione. Un modello per l’erogazione di servizi. Le organizzazioni chiave del modello. Teorie sullo sviluppo di comunità. Valutazioni e altre letture. Lo stesso Sito interministeriale "Drugs" dell'Home Office ha messo in linea altra documentazione sul ruolo dello sviluppo di comunità in iniziative di prevenzione delle dipendenze  a cui rimandiamo gli interessati 


     Prevention and Evaluation Resources Kit (PERK)
    European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), Lisbona.  http://www.emcdda.eu.int/index.cfm?fuseaction=public.Content&nNodeID=9713&sLanguageISO=EN
    Versione inglese 2005 html

    Il Prevention and evaluation resource kit (PERK  è una manuale disponibile unicamente su internet che sintetizza e presenta in modo ragionato materiali, risorse, strumenti, modelli teorici ed evidenze di efficacia dei diversi approcci di prevenzione alle tossicodipendenze. E' particolarmente adatto per la progettazione ragionata di interventi di prevenzione; i diversi step di seguito indicati favoriscono durante le diverse fasi (analisi bisogni, individuazione target e strategie di intervento, contenuti..) il processo di progettazione e la scelta ragionata delle strategie. Si tratta di un kit di risorse sul WEB per il supporto alla progettazione implementazione e valutazione di interventi di prevenzione delle dipendenze che fornisce materiali di approfondimento tramite link a risorse scaricabili dalla rete. 

    Di seguito alcune  buone pratiche tratte dalla guida dell'EMCDDA

    Guida alle buone pratiche e risultati degli ultimi 8 anni del  programma Drugs Prevention Initiative’s (DPI)  The DPI programme of work covers various thematic approaches to community based drugs prevention, including work with young people, parents, community involvement approaches and criminal justice interventions. Guidance - Drugs Prevention Initiative - Home Office - 1998 - UKDownload this attachment in PDF format EN

    Springboard: promuovere il benesse della famiglia attraverso i servizi di supporto  This report is the final evaluation of the three year pilot phase of the Springboard initiative and sets out to answer the question: has Springboard improved the well-being of children and parents and how have its services been received? Report - Srpindboard - 2001 - IEDownload this attachment in PDF format EN

    SAMHSA model programmes Table of model programmes description including details on program developer, target population, target setting, key outcomes, key program strategies and cost estimates - SAMHSA - USDownload this attachment in PDF format EN

    Ricostruzione della teoria del programma nella valutazione di progetti La TBE è uno sforzo per esaminare i meccanismi tramite cui il programma influenza i successivi comportamenti dei partecipanti. Studio Cevas - Leone L. 2002 - Download this attachment in PDF format IT

    Valutare l'efficacia delle iniziative di  prevenzione delle droghe- research conference    This report presents a summary of the proceedings of the Drugs Prevention Initiative (DPI) research conference “Evaluating effectiveness”, held in December 1997. The conference was held to highlight the interim findings from the DPI research programme: an ongoing programme of research designed to evaluate the effectiveness of the drugs prevention approaches funded by the DPI. DPI Paper 20 - Home Office - 1999 - UK Download this attachment in PDF formatEN

    Lavorare ai margini: una valutazione di un programma di prevenzione delle droghe per giovani esclusi dalle scuole  This study describes a drugs-prevention programme which was included in part of the work of ‘Pupil Referral Units’ (PRUs). PRUs provide education for excluded young people. The programme took place from 1996 to 1999.DPAS briefing paper 15 - Home Office - 2001 - UKDownload this attachment in PDF formatEN

    La prevenzione del consumo di  droghe e della condotta antisociale nella scuola: analisi e valutazione di un programma Evaluación del programa “Construyendo salud” puesto en marcha y gestionado a través de los Ministerios de Sanidad y Consumo, Educación y Cultura e Interior y que tiene como objetivo la prevención de las drogodependencias actuando mediante una serie de actividades escolares y extraescolares. Publicación - Universidad Santiago de Compostela - 1999 -Download this attachment in PDF formatES


    « A review of the evidence-base for harm reduction approaches to drug use, Neil Hunt - with contributions from:  Mike Ashton, Simon Lenton, Luke Mitcheson, Bill Nelles and Gerry Stimson, 2003.

     http://www.forward-thinking-on-drugs.org/review2.html

    Versione inglese 2003 html

    Nel 1998 l’Ufficio per il controllo della droga e la prevenzione del crimine delle Nazioni Unite ha stilato un programma anti-droga dal titolo “A Drug Free World” della durata di 10 anni. La review, redatta da organismo indipendente, sui risultati della strategia della riduzione del danno è stata pubblicata dopo 5 anni dall’inizio del programma (2003).

    La riduzione del danno è un termine che viene usato per riferirsi sia ad un set di principi generali che riguardano il modo in cui la società risponde ai problemi relativi al consumo di droga, sia ad alcuni specifici tipi di interventi, come la distribuzione di siringhe e aghi sterili, il trattamento metadonico, che sono spesso considerati sinonimi della riduzione del danno. Questo lavoro di review tiene conto di entrambi i significati attribuiti al termine “riduzione del danno” e sintetizza alcuni principi chiave che, sulla base dei risultati ottenuti dall’implementazione del programma anti-droga, sembrerebbero migliorare l’efficacia delle varie forme di interventi di riduzione del danno; inoltre, caratteristica particolarmente interessante del testo  risulta essere l’esplicitazione e  l’approfondimento delle criticità che la realizzazione di interventi di “harm reduction” comportano.


    SURVEY ON SCHOOL-BASED PREVENTION PROGRAMMES IN THE EU Analysis of a pilot questionnaire survey on school-based prevention programmes carried out by the EMCDDA, Gregor Burkhart & Mónica López López

    http://www.emcdda.eu.int/index.cfm?fuseaction=public.Content&nNodeID=1578&sLanguageISO=EN

    Versione inglese 2001  

    (226 KB)

    Il presente rapporto di ricerca analizza le caratteristiche relative a 50 programmi di prevenzione realizzati nelle scuole degli stati dell’Unione Europea; le informazioni sono state raccolte dall'EMCDDA attraverso un un questionario standardizzato. L'obiettivo era quello di monitorare a medio lungo termine, attraverso un set di variabili (v. modelli e contenuti,  numero di scuole o di insegnanti che li implementano) la qualità dei programmi di prevenzione. Il presente documento si divide in due parti: nella prima vengono descritti  i diversi programmi analizzati (obiettivi, modelli implementati...) mentre nella seconda parte vengono descritti gli indicatori utilizzati e alcuni risultati delle valutazioni effettuate nell'ambito degli stessi programmi.


    « Linee Guida per la valutazione della prevenzione delle tossicodipendenze - Guidelines for the evaluation of drug prevention, EMCDDA, Gregor Burkhart

    http://www.emcdda.eu.int/?nnodeid=1738

    Versione Italiana   IT 1998 html

    L'EMCDDA ha sviluppato queste Linee Guida per migliorare la capacità di valutare i programmi di prevenzione nell'area delle dipendenze; esse sono frutto di un lavoro di un team di esperti che si è basato sulla revisione della letteratura sulla valutazione e sulla sperimentazione delle indicazioni proposte su un campione di progetti di prevenzione all'interno dei Stati membri UE. Le linee guida sono state testate in diversi setting di intervento (Programmi di sviluppo di comunità, interventi in ambito scolastico) e in vari Paesi e sono strutturate in 3 parti:

    • la sezione più importante con una sorta di  checklist indirizzata a operatori e professionisti più esperti;

    • una sezione in cui si spiegano tutti gli item in una sorta di accompagnamento graduale alla valutazione dei progetti e in cui si riportano anche degli esempi pratici che illustrano come utilizzare le indicazioni poste nelle stesse linee guida (per i meno esperti);

    • un glossario che spiega i termini utilizzati nella Linee Guida come pure i riferimenti a teorie e metodi.

    Le linee Guida dell'EMCDDA, Guidelines for the evaluation of drug prevention sono state pubblicate integralmente in forma di manuale  Manuals; una versione sintetica è disponibile in molte lingue tra cui l'italiano  | IT |


     «Linee guida europee per la Peer Education fra giovani coetanei mirata alla prevenzione dell'AIDS (a cura di Gary R.Svenson)

    http://www.europeer.lu.se/files/italian300.pdf

    Versione italiana 1998 (1Mb)

    Europeer vuol essere un portale sulla peer education  nato grazie a un progetto internazionale finalizzato a favorire  la collaborazione e fornire supporti a giovani, operatori, ricercatori e policy makers che realizzano interventi di peer education con giovani. Il Focus è sull’HIV, la salute, le life skill e argomenti collegati. Il network alla base del progetto nasce nel 1997 e coinvolge un ampio partenariato: 15 Paesi dell’Unione Europea, la Repubblica Ceca, l’OMS-WHO Europe e UNAIDS. Tra gli sponsor di Europeer vi sono: la Commissione Europea, il Dipartmenti of Community Medicine at Lund University (Sweden) e il  Peninsula Medical School, Universities of Exeter and Plymouth.

    Europeer ha realizzato e tradotto in diverse lingue (tra cui l’italiano)  le linee guida sulla peer education basate su una rassegna esauriente della letteratura relativa all”educazione tra coetanei per la prevenzione dell”AIDS, su interviste . Le linee guida nascono da una ricerca che ha interessato  24 progetti in 11 paesi dell”Unione Europea e da un workshop europeo che ha coinvolto giovani e esperti provenienti da 14 paesi diversi. Esse  sono state scritte tenendo conto del possibile utilizzo da parte di chi decide le strategie preventive e di chi le attua sul campo, ma soprattutto tenendo conto del loro utilizzo a favore dei giovani e di chiunque voglia trarne beneficio dal loro utilizzo.


    Development Department Research Programme Research Findings No. 102
    Recreational Drugs and Driving http://www.scotland.gov.uk/cru/kd01/blue/prevalence-01.htm
    Versione inglese 1997 html

    226 KB

    L'articolo riporta i risultati di una ricerca promossa dallo "Scottish Executive - Central Research Unit 200" realizzata in Scozia sul fenomeno della guida sotto l'effetto di sostanze illegali di tipo ricreazionale, ed alcune proposte per contrastare questo fenomeno. La ricerca comprende due studi: il primo ha realizzato una survey su 1000 guidatori con un'età di 17-39 anni, il secondo ha coinvolto i frequentatori di discoteche ed ha utilizzato tecniche come focus-group, interviste semistrutturate, questionari autocompilati. Sono interessanti sia la dettagliata descrizione delle tecniche di ricerca utilizzate che le raccomandazioni per realizzare una campagna sulla guida sicura.


    Activating local networks : a comparison of two community development approaches to drug prevention
    http://www.drugs.gov.uk/ReportsandPublications/DPIResearch/DPIPaper10-ActivatingLocalNetworks
    Versione inglese 1996 html

    L'"Home Office" è il Dipartimento responsabile degli Affari Interni in Inghilterra e nel Galles. "Home Office Drugs Prevention Initiative" è un'unità dell'Home Office che dal 1990 ha promosso più di 1500 iniziative di prevenzione delle tossicodipendenze basate sull'approccio di sviluppo di comunità.

    In questo rapporto sono riportati i risultati della valutazione di due iniziative di prevenzione realizzate secondo due diversi approcci di sviluppo di comunità. Il rapporto è molto dettagliato, descrive i due diversi contesti in cui sono stati realizzati gli interventi, i metodi utilizzati, l'impatto degli interventi e infine offre alcune indicazioni che possono essere utili per chi deve occuparsi di programmi di prevenzione a livello locale.


    Drugs prevention and community development: principles of good practice
    http://www.drugs.gov.uk/ReportsandPublications/DPIResearch/1033751394/1033751404.pdf
    Versione inglese 1995 html
    L'"Home Office Drugs Prevention Initiative" ha promosso iniziative di prevenzione delle sostanze utilizzando diversi modelli di sviluppo di comunità, che hanno ottenuto risultati diversi.

    Nella ricerca presentata sono stati coinvolti 7 gruppi locali. L'autore individua 5 diverse strategie attraverso le quali questi gruppi hanno sostenuto lo sviluppo di comunità. Inoltre, nel rapporto l'autore rivisita e analizza le diverse esperienze e disegna alcune conclusioni su come meglio combinare la prevenzione delle tossicodipendenze e i diversi approcci di sviluppo di comunità.


    Drugs prevention training: an evaluation of three drugs prevention teams
    http://www.drugs.gov.uk/ReportsandPublications/DPIResearch/1033751395
    Versione inglese 1995 html

    L' "Home Office Drugs Prevention Iniziative" dal 1990 al 1995 ha costituito 20 equipe che hanno lavorato con diverse comunità locali, in Inghilterra e nel Galles, supportandole in progetti di prevenzione delle tossicodipendenze. Dal 1995 sono state formate, attraverso specifici training, 12 equipe allargate che hanno operato per formare nuove partnership nella comunità, sviluppare nuove attività, individuare come le comunità possano intervenire di fronte all'uso di sostanze. Il report studia il contesto, i processi e l'impatto dei programmi di formazione locale. Riporta la valutazione delle strategie e delle pratiche messe in atto dalle equipe e identifica alcune buone pratiche. Gli autori hanno analizzato i documenti, osservato le sessioni di formazione e intervistato formatori e formandi. Il report è interessante per coloro che intendono attivare programmi di prevenzione delle tossicodipendenze che coinvolgono diversi soggetti locali.


    Young people, drugs and peer education:an evaluation of the Youth Awareness Programme (YAP)
    http://www.homeoffice.gov.uk/dpas/yappref.htm#CONTENTS
    Versione inglese 1996 html

    Dal 1990 lo staff dell'"Home Office Drug Prevention Initiative" ha lavorato con esperti esterni per identificare i principali aspetti connessi con le buone pratiche nella realizzazione di iniziative di prevenzione basate su un approccio di comunità.  Uno degli aspetti considerati nelle azioni di prevenzione è stato come la "peer education" può influenzare gli atteggiamenti e i comportamenti dei giovani verso le sostanze stupefacenti. Il progetto YAP (Youth Awareness Programme), sviluppato nel London Borough of Newham, può indicare come adattare l'approccio della "peer education" al lavoro di prevenzione con i giovani.

    Il rapporto offre considerazioni preziose sugli atteggiamenti dei giovani verso l'uso delle droghe e su come i giovani ottengono e valutano le informazioni sulle sostanze.


    Drug use and drug trafficking in Europe
    http://www.cedro-uva.org/lib/boekhout.drug.html
    Versione inglese 1998 html

    Il Centre for Drug Research, (CEDRO) è un dipartimento della "School of Environmental Sciences" dell' Università di Amsterdam. In questo articolo un ricercatore del CEDRO offre una panoramica dei trends nell'uso delle droghe e del traffico di stupefacenti in Europa. L'articolo si focalizza principalmente su due sostanze: la cannabis e l'eroina. Le ragioni di questa scelta sono che la cannabis è la sostanza più diffusa in Europa mentre l'eroina, benché usata da molte poche persone, si associa a condizioni di marginalizzazione sociale e di dipendenza. Un'altra ragione per concentrarsi su queste sostanze è che il traffico legato ad esse è molto interessante da un punto di vista geopolitico.


    The prevalence of illicit drug use in the general population and in schools, as monitored by a number of different methods
    http://www.cedro-uva.org/lib/langemeijer.prevalence.html
    Versione inglese 1997 html
     
    Il presente paper è stato presentato alla "Invitational Conference on Monitoring Illicit Drug and Heath in the European Union" tenuta ad Amsterdam nel 1997. Il paper invita a una riflessione sui diversi metodi con cui nei Paesi dell'Unione Europea si realizzano le indagini per stabilire la prevalenza dell'uso delle droghe illegali nella popolazione e sulla difficoltà di comparare dati raccolti con metodi e tecniche estremamente differenti.

    Drug use and lifestyle Behind the superficiality of drug use prevalence rates
    http://www.cedro-uva.org/lib/abraham.drug.html
    Versione inglese 1998 html
    Nell'articolo, presentato alla "9th Conference on Drug Use and Drug Policy" nel 1998, si sostiene che le stime sulla prevalenza non sono sufficienti da sole a descrivere l'uso delle droghe nella società. Esse devono essere affiancate da altri indicatori dei modelli di consumo e da indicatori riferiti al contesto sociale.

    Possibili misure del primo tipo sono continuità, incidenza, esperienze nell'uso, età della prima assunzione. Indipendentemente dalla prevalenza tali indicatori possono mostrare le dinamiche legate all'uso di sostanze nella società. L'articolo riporta come tali indicatori sono stati usati per descrivere il consumo di cannabis ed ecstasy ad Amsterdam.


    Cocaine and Cannabis. An identical policy for different drugs?
    http://www.cedro-uva.org/lib/cohen.drugs.iii.html
    Versione inglese 1990 html
    L'autore, professore del Centre for Drug Research (CEDRO), ripercorre brevemente la storia dell'uso della cocaina, gli effetti soggettivi e sociali del suo uso. L'autore opera inoltre un confronto tra cocaina, cannabis e alcol. Viene mostrato come è cruciale per giudicare gli effetti di una sostanza, sia da parte del pubblico che degli esperti, l'associazione tra droghe e caratteristiche del gruppo dei consumatori. L'articolo contiene, nell'ultima parte, delle raccomandazioni per una politica nel campo della cocaina.

    The impact of urban residency and lifestyle on illicit drug use in the Netherlands
    http://www.cedro-uva.org/lib/abraham.impact.html
    Versione inglese 1999 html
    Il focus dell'articolo, pubblicato sul Journal of Drugs Issues, Summer 1999, è delineare le differenze nella prevalenza dell'uso delle droghe tra città con differenti densità di popolazione.

    L'autore, ricercatore presso il Centre for Drug Research (CEDRO) dell'Università di Amsterdam, spiega le differenze riscontrate in termini di residenzialità urbana e di stili di vita connessi.


    Rapporto costi-efficacia in campo alcologico: una esperienza in un programma di trattamento
    http://www.unicri.it/min.san.bollettino/bulletin_it/1999-4/art10.htm
    Versione italiana 1999 html

    La presente ricerca è stata realizzata dal Dipartimento di Psicologia del Ser.T. di Settimo Torinese, Volpiano, Leinì, dell'A.S.L. 7. Con essa si vuole approfondire la dimensione dell'efficacia intesa come misura del raggiungimento dell'obiettivo programmato. L'ipotesi, formulata è che variabili come meccanismi di difesa, rapporti familiari e tempi di latenza sono significativamente associate all'efficacia del trattamento - intesa come raggiungimento degli obiettivi del programma terapeutico. Questa ipotesi è solo in parte confermata dalla ricerca realizzata su un campione di 80 pazienti. Nell'articolo vengono descritte: le caratteristiche del campione, la metodologia, gli strumenti utilizzati ed i risultati rilevati.


    Introduction to Outcome Measurement (excerpt)
    http://national.unitedway.org/outcomes/intro.htm
    Versione inglese 1996 html

    n questo breve articolo del'"United Way of America's Outcome Measurement Resource Network" si possono trovare chiare e semplici definizioni di alcuni dei principali termini usati nella valutazione: input, attività, output, outcome. Un'attenzione particolare viene rivolta alla definizione di cos'è un outcome. Viene descritta la relazione tra inputs, attività, outputs e outcomes. Sono, inoltre, riportati esempi concreti che chiariscono i diversi concetti.


    Droga: "Riduzione del danno" e "riduzione dell'uso
    http://www.unicri.it/min.san.bollettino/rassegne/index.htm
    Versione italiana 1999 html

    La recensione presentata si riferisce ad un articolo apparso su "The International Journal of Drug Policy" nel 1999.Risulta molto utile perché chiarisce, attraverso una semplice tabella, le differenze tra la strategia di riduzione del danno e quella di riduzione dell'uso.


    Qualitative research on demand reduction: Italy
    http://qed.emcdda.org/resources/profiles/italy.shtml#dr
    Versione inglese 1999 html

    L'articolo riporta una breve rassegna dello stato della ricerca qualitativa sulla riduzione della domanda nel campo delle tossicodipendenze in Italia. La rassegna è stata promossa dell'EMCDDA ed ha interessato tutti gli stati dell'Unione Europea. L'articolo analizza le principali caratteristiche della ricerca qualitativa nel settore e il rapporto tra ricerca e politiche di settore.


    Teens Teach Kids About HIV! HOT - Healthy Oakland Teens Project
    http://www.caps.ucsf.edu/hotindex.html
    Versione inglese   html

    The Center for AIDS Prevention Studies (CAPS) è nato nel 1986 presso The AIDS Research Istitute dell'Università della California e si occupa di ricerche sui metodi di prevenzione dell'HIV.

    In questo articolo viene riportata l'esperienza di prevenzione dell'HIV sviluppata dal 1989 in Oakland e rivolta ai ragazzi delle scuole inferiori di diversi gruppi etnici. Il progetto aveva l'obiettivo di ridurre i rischi di contrarre l'HIV negli adolescenti e secondo gli autori ha avuto ottimi risultati. L'articolo riporta: le caratteristiche dei gruppi interessati, le metodologie, gli strumenti utilizzati ed i risultati raggiunti. Un'ampia e interessante sezione riporta la dettagliata programmazione delle attività realizzate nelle classi.


    Un mutamento di rotta degli obiettivi principali del controllo sulla droga: dall'eliminazione del consumo alla sua regolazione. La riduzione dei rischi come nuovo cardine della politica in materia di droga
    http://www.cedro-uva.org/lib/cohen.shifting.it.html
    Versione italiana 1999 html

    L'autore, professore del Centre for Drug Research (CEDRO) dell'Università di Amsterdam, ritiene che gli obiettivi di una politica proibizionista siano irraggiungibili. Propone alcune argomentazioni, sostenute dai dati rilevati nell'ultimo decennio nella città di Amsterdam, da cui scaturisce l'esigenza di una revisione degli obiettivi che attualmente si prefiggono le politiche del settore. Secondo l'autore ci dovrebbe essere un cambiamento di rotta per quanto riguarda gli scopi ai quali mira la politica in materia di droga, spostandosi dalla soppressione alla regolazione del consumo.


    The biggest studies of drug policy
    http://www.sumeria.net/politics/studlist.html
    Versione inglese   html

    L'articolo riporta una sintesi degli studi americani più significativi sulle politiche attuate nell'ultimo secolo in materia di sostanze illegali e le raccomandazioni che ne conseguono. Molte delle informazioni sono tratte dalla "Drug Policy Foundation" e da T.R. Vallance, autore di Prohibition's Second Failure.


    Does drug education stop drug use? www.drugscope.org.uk/druginfo/drugsearch/faq_template.asp?file=%5Cwip%5C11%5C1%5C2%5Ceducation.html Versione inglese   html
    Il Drugscope è il principale Centro indipendente del Regno Unito che si occupa del tema delle droghe.

    Nel sito del Drugscope sono riportati, in risposta alle FAQ ( frequently asked questions), i principali risultati di alcune iniziative di prevenzione dell'uso di sostanze realizzate in contesti scolastici e le linee guida del "Department for education and Employment" del Regno Unito per la realizzazione di interventi di educazione sulle sostanze d'abuso. E' riportata una bibliografia di titoli inglesi sul tema. Viene formulato un semplice e interessante quadro di indicazioni e di "controindicazioni" per la realizzazione di interventi di prevenzione basati su un approccio informativo-formativo sulle sostanze.


     

    LA VALUTAZIONE EX-POST DEI PROGETTI DI INTERVENTO NELLE TOSSICODIPENDENZEGiovanni Serpelloni, Elisabetta Simeoni,   Dipartimento delle Dipendenze - Azienda ULSS 20 Verona in: Quality management  -Direzione per i servizi sociali Assessorato alle Politiche Sociali Regione Veneto http://www.venetosociale.org/upload/rec/img_739_24.pdf

    Versione italiana 2004  


    Quality management Quality management, Edizione La Grafica, 2004 -Pg. 859
    Indicazioni per le Aziende Socio Sanitarie e il Dipartimento delle Dipendenze

    Segnaliamo alcuni capitoli di  questo recente manuale dedicato ai temi della programmazione e della qualità dei servizi nel settore delle tossicodipendenze; si tratta di capitoli del testo che direttamente o indirettamente possono interessare colo9ro che si interessano di valutazioine dei servizi sociosanitari per le dipendenze.

    Capitolo 5 ( Preleva Acrobat Reader241 Kb)
    L'IMPORTANZA DELLA DIMENSIONE EPIDEMIOLOGICA DEI PROBLEMI NELLA DEFINIZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI PREVENTIVE ED ASSISTENZIALI NELLE DIPENDENZE
    Fabio Mariani-Responsabile della Sezione di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari - Istituto di Fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche

    Capitolo 6 ( Preleva Acrobat Reader324 Kb)
    QUALITY MANAGEMENT E PRINCIPI PER LA VALUTAZIONE APPLICATI AL SISTEMA DI EROGAZIONE DEI SERVIZI PER LE TOSSICODIPENDENZE
    Giovanni Serpelloni1), Elisabetta Simeoni2) 1. Dipartimento delle Dipendenze - Azienda ULSS 20 Verona, 2. UPM (Unità di Project Management) - Dipartimento delle Dipendenze - Azienda ULSS 20 Verona

    Capitolo 8 ( Preleva Acrobat Reader523 Kb)
    LA VALUTAZIONE DELL'OUTCOME DEI TRATTAMENTI DELLE TOSSICODIPENDENZE NELLA PRATICA CLINICA Giovanni Serpelloni, Elisabetta Simeoni

    Capitolo 9 ( Preleva Acrobat Reader 166 Kb)
    UNA REVISIONE DELLA LETTERATURA SCIENTIFICA SULL'OUTCOME NELLE TOSSICODIPENDENZE Monica De Angeli
    Progetto Dronet del Ministero della Salute e Coordinamento delle Regioni

    Capitolo 15 (Preleva Acrobat Reader 261 Kb)
    BENCHMARKING DI PROCESSO Giovanni Serpelloni, Elisabetta Simeoni

    Capitolo 20 (Preleva Acrobat Reader 238 Kb)
    SISTEMI PER L' ACCREDITAMENTO DELLE ORGANIZZAZIONI DEL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE (PUBBLICHE E DEL PRIVATO SOCIALE) Indicazioni tecniche ed esplicative per gli operatori Giovanni Serpelloni

    Capitolo 21 (Preleva Acrobat Reader  411 Kb)
    QUALITY MANAGEMENT E STRUMENTI DI PROBLEM ANALYSIS PER LE ORGANIZZAZIONI SANITARIE Giovanni Serpelloni 1), Elisabetta Simeoni 2)
    1. Dipartimento delle Dipendenze - Azienda ULSS 20 Verona
    2. UPM (Unità di Project Management) - Dipartimento delle Dipendenze - Azienda ULSS 20 Verona

    Capitolo 23 (Preleva Acrobat Reader 164 Kb)
    LA VALUTAZIONE EX ANTE DEI PROGETTI DI INTERVENTO CONTRO L'USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI Giovanni Serpelloni, Elisabetta Simeoni

    Capitolo 24 (Preleva Acrobat Reader  256 Kb)
    LA VALUTAZIONE EX-POST DEI PROGETTI DI INTERVENTO NELLE TOSSICODIPENDENZE Giovanni Serpelloni, Elisabetta Simeoni

    Capitolo 27 (Preleva Acrobat Reader 236 Kb)
    "EVIDENCE BASED PUBBLIC HEALTH" (EBPH): LA PRATICA SOCIO-SANITARIA FONDATA SULLE EVIDENZE Francesco Bricolo 1), Giovanni Serpelloni, Maria Elena Bertani 2), Mario Cruciani 3)
    1. Dipartimento delle Dipendenze - Azienda ULSS 20 Verona
    2. Progetto Dronet del Ministero della Salute e Coordinamento delle Regioni
    3. Sezione Screening HIV - Centro di Medicina Preventiva - Azienda ULSS 20 Verona
     

     

     

     
     

     5/11/2007  © CEVAS - È consentita la riproduzione parziale o integrale degli articoli, delle slide e dei testi pubblicati con citazione dell'autore, della fonte e del sito.

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